Ambientalismo riciclato
Ieri era la Giornata della Terra, quell’Earth Day istituito nel 1970 con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato del nostro pianeta, sempre più inquinato e in pericolo a causa delle attività umane. Il tema della giornata di ieri erano le “città verdi”, e il filo rosso del discorso sono state le interpretazioni dell’ultimo report dell’Ipcc, il panel di esperti climatici dell’Onu, secondo cui abbiamo diciassette anni di tempo per invertire il trend del riscaldamento globale e salvare la Terra. In tal senso è istruttivo andare a leggere i messaggi lanciati dal primo Earth Day, 44 anni fa
14 AGO 20

Ieri era la Giornata della Terra, quell’Earth Day istituito nel 1970 con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato del nostro pianeta, sempre più inquinato e in pericolo a causa delle attività umane. Il tema della giornata di ieri erano le “città verdi”, e il filo rosso del discorso sono state le interpretazioni dell’ultimo report dell’Ipcc, il panel di esperti climatici dell’Onu, secondo cui abbiamo diciassette anni di tempo per invertire il trend del riscaldamento globale e salvare la Terra. In tal senso è istruttivo andare a leggere i messaggi lanciati dal primo Earth Day, 44 anni fa: “Abbiamo solamente altri cinque anni, per fare qualcosa”, ammoniva l’ecologista Kenneth Watt; “La civiltà finirà entro 15 o 30 anni, a meno che non si intraprendano azioni immediate per affrontare i problemi dell’umanità”, sosteneva George Wald, biologo di Harvard. Parole non troppo diverse da quelle pronunciate da Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, ieri: “L’ultimo rapporto Ipcc è allarmante e ci lascia ormai pochi anni di tempo per intervenire su un trend che sembra davvero fuori controllo”. Il ritornello del ci-resta-poco-tempo viene con successo ripetuto da anni (due esempi? Nel 2007 si diceva che la deadline era di otto anni, e nel 2009 il Principe Carlo giurò che al mondo restavano appena 99 mesi di vita) e trova ogni volta terreno fertile su media e opinione pubblica.
Secondo il filosofo francese Pascal Bruckner, l’ambientalismo è l’unica ideologia che è riuscita a imporsi negli ultimi cinquant’anni, diventando discorso politicamente corretto per eccellenza. L’idea che la Terra sia un essere vivente con una propria sensibilità (ieri su alcuni siti si leggevano patetiche lettere agli uomini firmate “La Terra”) è solo l’ultima delle trovate per ribadire il vero messaggio di fondo dell’ambientalismo militante: il genere umano è colpevole, la natura è un bastone per picchiare meglio l’umanità. “Punire l’uomo per salvare la Terra”, spiega Bruckner nel suo ultimo libro. E dopo averci fatto sentire in colpa, ecco che l’ambientalismo inventa una vendita delle indulgenze sui generis: spegni la luce, monta le pale eoliche, partecipa all’Earth Day e sarai salvato. Non è scienza, ma superstizione.